lunedì 14 novembre 2011

Pantomima italiota

Certo inaugurare il mio nuovo blog parlando degli avvenimenti politici degli ultimi giorni non è un'idea che mi esalta....però data la gravità della situazione sento il bisogno di scrivere due righe.
Da dove inizio? Ma sì, dalla fine!
Sabato scorso, 12 novembre 2011, alle 21:41 Silvio Berlusconi ha rassegnato le dimissioni da Presidente del Consiglio dei ministri, rimettendo il mandato nelle mani del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
In tv e sul web hanno impazzato i video della gente che, raccolta davanti palazzo Grazioli, palazzo Chigi e il Quirinale, festeggiava: caroselli, trenini, spumante, ecc oltre ad una buona dose di fischi, insulti, gesti dell'ombrello di qualche parlamentare. Questo mi ha fatto riflettere su quanto la sfera della "politica" sia caduta in basso e sulla miopia che sembra essere più diffusa di un virus influenzale a gennaio. Leggo sui giornali e sento dire in tv che Berlusconi è fuori dai giochi: ma siamo sicuri? Vediamo.
Siamo ad un momento tra i più delicati della nostra storia; non è un mistero che il Bel Paese, ma non solo lui, stia camminando su di un filo che giorno dopo giorno si fa sempre più sottile, sospeso su di un baratro del quale non riesci a vedere il fondo nemmeno con il binocolo.
Con "l'uscita di scena" di Silvio le possibilità erano fondamentalmente tre: nominare un nuovo governo politico, ipotesi impossibile stante l'attuale parlamento, sciogliere le camere ed andare a nuove elezioni oppure nominare un governo tecnico.
Alla fine il Presidente della Repubblica ha deciso per quest'ultima possibilità, scelta che io condivido, non tanto perchè ritengo Mario Monti una sorta di Harry Potter in grado con un qualche formuletta dalle parole incomprensibili di risollevare l'Italia, ma perchè sciogliere le camere adesso, nel pieno di una crisi economica seconda (?) solo a quella storica del 1929, sarebbe stato un suicidio vero e proprio in quanto avrebbe comportato la paralisi totale dell'esecutivo per mesi (in caso di scioglimento delle camere il Governo uscente rimane in carica solo per lo sbrigo dell'ordinaria amministrazione) con il rischio serio di arrivare alle nuove elezioni in un tribunale fallimentare.
Detto questo, confesso di avere molte perplessità sul governo Monti, soprattutto sulla sua longevità.
Perchè un Governo, qualsiasi Governo, funzioni è necessario l'appoggio del Parlamento, ossia dei gruppi parlamentari; allo stato attuale delle cose, con la Lega Nord che non darà il suo appoggio e l'IDV che forse non lo darà, forse lo darà per qualche mese, Monti può contare, alla Camera, su circa 484 deputati su 630. Mi direte voi, è più della metà assoluta, tutto ok; sì certo, il problema è che circa 215 di questi sono del Pdl... e chi è il leader del Pdl? Il caro e, a detta di tutti, finito Silvio.
Quello che forse molti non sanno è che nel rassegnare le dimissioni Silvio ha voluto determinate garanzie prima da Napolitano e poi dallo stesso Monti, pena il non appoggio dei suoi parlamentari: facendo un rapido calcolo, senza i 215 deputati Pdl il governo Monti non avrebbe i numeri per governare. Quello che rischia di delinearsi allora nei prossimi giorni potrebbe essere un Governo sì tecnico, non politico, ma sotto il controllo (o ricatto, fate voi) della politica... e di quel politico che tanti danno per finito. Con il rischio concreto di un Esecutivo monco, traballante e senza la serenità necessaria per evitare la bancarotta dello Stato...che non è proprio come risolvere un problemino delle elementari.

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