sabato 4 febbraio 2012

L'ebbrezza del non avere il posto fisso

Allora, come penso sappiate tutti, il nostro premier ha detto che il posto fisso è monotono.
Ok, io rispetto la sua opinione, ci mancherebbe altro; e certo non sono un esperto di collocazione e ristrutturazione aziendale nè di mercato del lavoro e cose così.
Tuttavia mi permetto di dire qualcosina.
Dunque, sicuramente ci stiamo avviando ad uno scenario lavorativo che di per sè già tenderà a non comtemplare il posto di lavoro fisso o a tempo indeterminato: questa è una realtà, c'è poco da fare, può piacere, può non piacere ma è così.
Però da qui a dire che il posto di lavoro fisso è monotono, è abbastanza singolare.
Mi sembra di leggere la favola de "La volpe e l'uva": quasi per far passare il messaggio chein fin dei conti stiamo parlando di qualcosa che tutta questa gran cosa non è....e allora perchè dispiacersi tanto?
Al di là dell'ironia che suscita una frase del genere detta da un senatore a vita, mi chiedo:
piuttosto che essere un novello Esopo, perchè non pensare ad un nuovo piano pr rilanciare l'occupazione giovanile, magari prevedendo delle incentivazioni per le aziende che assumano personale? E perchè non confrontarsi con un mondo, quello giovanile, che viene solennemente indicato come il futuro di questo Paese, invece di dire ai futuri lavoratori che l'uva è acerba? Sarebbe tanto sbagliato dialogare con loro in modo sereno e trasparente?
Che poi in tempo di crisi sia anche una questione di buon senso, se non di necessità, essere pronti ad una flessibilità lavorativa maggiore è cosa scontata....e di questo molti giovani sono già consapevoli.

Ps: ammesso poi che sia data la possibilità ai lavoratori di riciclarsi....perchè con questa crisi il rischio è che il posto fisso lo trovino.....a casa!!

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